Il viaggio del docente

"Parti: esci. Esci dal ventre della madre, dalla culla,
dall’ombra che scende dalla casa del padre e dai paesaggi giovanili.
Al vento, alla pioggia: fuori mancano i ripari.
Le tue idee iniziali ripetono solo parole antiche.
Giovane: vecchio pappagallo.
Il viaggio dei fanciulli, ecco il senso essenziale della parola greca pedagogia.
Apprendere dà inizio all’erranza.
Esplodere in brandelli per avviarsi su un cammino dall’esito incerto
richiede un eroismo di cui soprattutto l’infanzia è capace:
una infanzia che, per lo più, bisogna sedurre per poter insegnare.
Sedurre: condurre altrove.
Sviare dalla direzione chiamata naturale.
Per l'altrove.
Queste sono le tre prime estraneità, le tre variazioni dell’alterità, tre primi modi di esporsi.
Perché non c’è apprendimento senza esposizione, spesso pericolosa all’altro.
Non saprò mai più chi sono, dove sono, donde vengo, dove vado, per dove passare.
Mi espongo all’altro, all’estraneità".

(Michel Serres, Il mantello di Arlecchino)